Canaletto: un italiano a Londra.
Giovanni Antonio Canal, detto Canaletto, con 20 opere esposte alla National Gallery di Londra, è uno degli artisti italiani maggiormente apprezzati in Inghilterra. Nasce a Venezia nel 1697 da una famiglia della buona borghesia locale. L’artista si specializza in pittura di scenografie teatrali nell’atelier del padre Bernardo, dove impara a dipingere decorazioni sceniche realizzando gli allestimenti di varie opere teatrali rappresentate a Venezia.
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A partire dal 1722 lavora per il futuro console e mecenate inglese Joseph Smith, per il quale esegue una serie di disegni di San Marco, elaborata poi in sei tele destinate a decorare la sua dimora (Windsor Castle e Buckingham Palace, collezioni reali), e la serie di vedute del Canal Grande. A partire dal 1725 il Canaletto, ormai considerato un genio, ottiene una serie di ingaggi importanti per il futuro ingresso nell’ambiente inglese. Il contatto col mondo anglosassone è decisivo per Canaletto, sia per la nuova destinazione delle sue opere, sia per la partecipazione alla svolta rococò nell’ambiente artistico veneziano. Il collezionismo anglosassone del momento richiede all’artista immagini “topografiche” di Venezia, secondo il repertorio ideato per lo Smith, contraddistinte da nuove e rigorose impostazioni prospettiche, una luminosità chiara e diffusa, una ricerca dei mezzi descrittivi adatti a ricreare il carattere dei luoghi. Nel 1735 l’artista affida ad Antonio Visentini il compito di incidere le sue vedute ad acquaforte nell’album Prospectus Magni Canalis Venetiarum. Nel 1742, quando appare la seconda edizione dell’opera, il successo del vedutismo canalettiano e il collezionismo delle sue opere è al culmine. Richiedono i suoi quadri le massime autorità inglesi.
Ma è soltanto nel 1746 che Canaletto si reca a Londra, con una lettera di presentazione per il Duca di Richmond. A Londra il veneziano ricrea con nuovi mezzi stilistici le atmosfere locali e interpreta una civiltà diversa da quella veneziana. Le sue capacità compositive riescono a dominare vedute dagli orizzonti sconfinati, le sue doti descrittive rendono le complesse scene urbane e dei castelli con una delicata minuzia rivelando un autentico interesse per le architetture inglesi.
Negli ultimi anni è in atto una rivalutazione del periodo inglese, finora considerato inizio della sua decadenza. Il soggiorno in Inghilterra, interrotto da due brevi ritorni in patria nel 1751 e nel 1753, si conclude 1755. Rientrato a Venezia continua a lavorare, ma in scala minore e intima. Disegna molto, soprattutto a capriccio, creando alcuni capolavori, come la Fantasia architettonica per l’ormai anziano Joseph Smith. Muore il 18 ottobre 1768 nella sua casa a San Lio.
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